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Ero straniero e mi avete accolto

Come parrocchia di San Luigi da circa un mese abbiamo accolto Rita, una giovane vedova nigeriana, e i suoi due figli, Destiny di 7 anni e Daniel ormai di quasi 8 mesi. Perché lo stiamo facendo? Dobbiamo sentirci migliori degli altri? Da oggi potremmo leggere sul nostro sito delle brevi riflessioni di Papa Francesco che ci ricordano come è il Signore che ci chiede di accogliere l'altro, e ci aiuteranno a non farci prendere dalla voglia di fare, anche se questo fare significa aiutare qualcuno. Con queste parole del papa vorremmo sempre recuperare il senso di quello che facciamo e permettere al nostro cuore di non inaridirsi nel semplice fare. Buona lettura e spero che possiamo sempre essere rinnovati dal Vangelo e dal papa che ce lo propone costantemente.

E' importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri.
                                                                                                            Messaggio, 12.IX.2015

In questo momento della storia dell'umanità, fortemente segnato dalle migrazioni, quella dell'identità non è una questione di secondaria importanza. Chi emigra, infatti, è costretto a modificare taluni aspetti che definiscono la propria persona e, anche se non lo vuole, forza al cambiamento anche chi lo accoglie. Come vivere queste mutazioni, affinchè non diventino ostacolo all'autentico sviluppo, ma siano opportunità per un'autentica crescita umana, sociale e spirituale, rispettando e promuovendo quei valori che rendono l'uomo sempre più uomo nel giusto rapporto con Dio, con gli altri e con il creato?                                                                                                                                                                                                                                                Messaggio, 12.IX.2015

Immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo dei giornali. Quanhdo alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perchè ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore.
                                                                                                                                                                  Omelia, 8.VII.2013

A tutti i rifugiati dico una parola, quella del profeta: Alzate la testa, il Signore è vicino. E con Lui la forza, la salvezza, la speranza. Il cuore, forse, addolorato; ma la testa, alta nella speranza del Signore.
                                                                                                                                                                                                                          Discorso, 6.XII.2015

Mentre incoraggiamo lo sviluppo verso un mondo migliore, non possiamo tacere lo scandalo della povertà nelle sue varie dimensioni.
Violenza, sfruttamento, discriminazione, emarginazione, approcci restrittivi alle libertà fondamentali, sia di individui che di collettività, sono alcuni dei principali elementi della povertà da superare. Molte volte proprio questi aspetti caratterizzano gli spostamenti migratori, legando migrazioni e povertà.
In fuga da situazioni di miseria o di persecuzione verso migliori prospettive o per avere salva la vita, milioni di persone intraprendono il viaggio migratorio e, mentre sperano di trovare compimento alle attese, incontrano spesso diffidenza, chiusura ed esclusione e sono colpiti da altre sventure, spesso anche più gravi e che feriscono la loro dignità umana.

                                                                                                                                                            Messaggio, 5.VIII.2013

   
   

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